giovedì 30 aprile 2015

Coniglio in umido alle olive





[carciofi non inclusi]

Cominciamo dal principio. Ho acquistato un coniglio. L'ho preso per le zampette, l'ho appoggiato sul tagliere, ci siamo guardati e poi ho fatto la sola cosa possibile: cercare su youtube «come pulire un coniglio».

E mi si è aperto un mondo di tecniche per fare il bagnetto ai coniglietti. Solo che il mio cucciolo di riferimento al momento era meno vivace. Meglio cercare «come sezionare un coniglio».
Mi sono un attimo intenerita ma poi sono andata avanti come una vera predatrice. Il cibo dei carnivori va conquistato.

La situazione dunque era la suddetta:


[coniglio ante umidum]

Solo che sono una cazzona e il video l'ho guardato un nanosecondo e non mi garbava. E l'ho disossato. Ma voi non fatelo, ve ne prego. A meno che non abbiate l'esperienza e il carisma di John Locke compierete una strage, come ho fatto io. Che poi non c'era nessuna necessità, i pezzi andavano benissimo. Mi sono fatta prendere dal panico perché la Sig.ra Donati di Sto Cazzo diceva di non scheggiare le ossa, e mi sentivo come quell'ebreo che doveva prelevare la carne senza farla sanguinare. 

Infine: rosolatelo nel burro (modico) con gli aromi, sfumate con il vino bianco (ero determinata a farlo, ma all'ultimo mi ha detto male e per istinto ho evitato) e aggiungete un trito d'erbe, la passata di pomodoro e le olive.

La buona notizia è che con la carcassa dell'ex coniglietto si fa il risotto di domani. Daje!



mercoledì 29 aprile 2015

Crostata alla crema e uvetta



Oh, io sto iniziando a sentirmi un po' scema. Che è sta crostata? Una crostata, di frolla, la solita frolla. Piena di crema pasticcera, con l'aggiunta di uvetta. Abbiamo terminato.

Il tocco di classe della Sig.ra Donati: un paio di amaretti sbriciolati sul fondo, fra la pasta e il ripieno.
Si percepiscono? No.

L'infrazione tollerabile della cuoca: invece di qualche cucchiaio di vino dolce, nella pasticcera ho messo il whiskey. Si percepisce? No.

Il consiglio onesto: non si abbondi di zucchero. Direi 50 gr. per la pasta e 50 per la crema. Dal solo profumo capirete se avete ecceduto. Ma sarà tardi per pentirsi.

Un'ultima domanda. Sì. La sento. «Perché c'è un piccone nella foto? Lì, accanto al piatto di pura madreperla?». Per estetica, sciocco. 



Domani ci affiliamo i denti con qualcosa di più complesso: un coniglio. Guarderemo negli occhi il mio fallimento.

martedì 28 aprile 2015

Vellutata di asparagi



Grandi progressi nell'impiattamento di una grande pietanza primaverile.
In che senso «come si fa»? 

Prendi gli asparagi verdi (1 kg per cinque persone), li tagli a tocchetti finché non senti al coltello che il gambo diventa legnoso. Li lessi in acqua salata cinque minuti, tieni da parte qualche punta e tutto il resto lo passi in padella con una noce di burro. Copri di brodo, attendi ca. 40 minuti e poi li fai diventare una vera vellutata con il frullatore a immersione.

Postilla: la Sig.ra Donati prevede l'aggiunta di 100 ml di panna e di tre tuorli. La Sig.ra Donati si era bevuta il cervello all'epoca della redazione. Un goccino di latte basta e avanza, purché il brodo sia saporito. Non fatemi incazzare con i brodi di dado, suvvia. 

Giustamente «ma scusa, sto piatto di passato ti sembra forse una cena?». No, infatti. 
Domani arriva la crostata!

lunedì 27 aprile 2015

Giorno di riposo

Che è capitato? Ci trovavamo io, Marika la Sig.ra B e il Sig. Corsi a installare un gelsomino sul terrazzo. Dopo lo sforzo fisico c'è venuto un accenno di appetito. Poteva forse bastare il prosecco alla fragola con un coacervo di patatine?

No.

Avemo chiamato er pizza-boy alle diciotto e trenta. Alla fame non se comanda.




[da sx: Sig. Corsi, io, Maryka, mi madre]


Bascioni.

domenica 26 aprile 2015

Riso con verdure e salamella




Qua ci poniamo delle domande addirittura di etica: quanto bisogna essere aderenti alle ricette? Quanta tolleranza ammettiamo?
Perché io lo dico subito, ci sono cose che mi rifiuto di fare. Tipo il brodo di dado. Infatti qui abbiamo un ottimo brodo di vitello, patate, fagiolini, pomodoro fresco e zucchine a cubetti e una salamella al finocchietto selvatico che faceva l'80% del piatto. 

Il Sacro Testo prevedeva di passare questo risotto al forno, coperto da un foglio di carta oleata. Ma diciamocelo francamente: cosa avrebbe di sbagliato il classico procedimento del risotto? Appunto, quello ho seguito. 

Cito testualmente dalla Sig.ra Stella: «irrorate le verdure con 200 gr. di brodo...», «fate assorbire tutto il liquido...», «scottate la salamella», «pelate la salamella», «tostate il riso», «passatelo in forno a 200°»... Oh, Stella, non è che mi posso alzare alle otto per preparare un pranzo, c'ho da ritrovà la pace interiore sotto al piumone, suvvia.

Statemi bene, daje che domani è già lunedì!

sabato 25 aprile 2015

Geretto di manzo in umido

Partiamo dal presupposto che non è necessario sapere cos'è un geretto. Alla fine si tratta di spezzatino, la Sig.ra Donati poteva chiamarlo Spezzatino, così l'avremmo riconosciuto subito.

Ma come si sono svolti i fatti?
Iniziamo di buon mattino con l'ansia. L'ansia di entrare dal macellaio, l'ansia della novità, l'ansia di chiedere un geretto. Difatti me ne diparto dalla mia dimora a pomeriggio inoltrato, perché fino alle tre sono oberata di impegni.

Entro, vestita in modo inadatto. Attendo su di me lo sguardo del mercante esperto, dell'uomo che ne sa. Lo sguardo di sotto in su che dica «Signorina, queste cose le lasci fare alla sua domestica»

«Buongiorno, devo fare lo spezzatino».
«EH».    
«Eh...».




C'ho provato ma si sa, lo spezzatino sarebbe brutto anche con cento ciuffi di origano sopra.

Vitellone, 424 gr. per due, macellaio palindromo. Quantità perfetta per due che comunque hanno deciso di mangiarsi anche il gelato con il caffè.

venerdì 24 aprile 2015

Tagliatelle al sugo vegetariano





Toh, eccole subito. Sono partita in sordina, con una ricetta facile. Il titolo è un palese fake: sono tagliatelle al pomodoro con aggiunta di sedano e carota a cubetti, tanta fatica per niente. Questo va imputato direttamente alla curatrice del Testo, tale Sig.ra Stella Donati.

Il grande sforzo quotidiano è stato acquistare la fasta all'uogo (cit.), da Antonio, mitologico rivenditore di ogni cosa. In particolare sono stata servita al banco dalla gemella di Andrea, di cui ad oggi ignoriamo il nome. 

190 gr. per due, non ci facciamo mancare niente qui. Bòna. Nient'altro da aggiungere. 

giovedì 23 aprile 2015

Presentazioni

Cominciamo dal principio.

Questa sono io con il celebre libro:


E questa è la (rigida) donna che mi insegnerà tutto:


Perché scegliere un ricettario anni '80? Perché decidere di cucinare tutto, dal primo antipasto all'ultimo dolce, compreso il cocktail di gamberi? E consapevole dell'antiquato, del vetusto, financo dello sgradevole all'occhio, al palato? Perché farlo volontariamente?
Ma che ne so. Ho molto tempo libero di recente.

Ma perché condividere ogni tappa di questo viaggio? Ma quante sò ste ricette? E infine un generico: ma perché?

Non lo so. Per variare, per imparare, per diventare una brava donnina di casa come quella in copertina. Cominciamo!