martedì 26 maggio 2015

Miscellanea di verdure al forno



Trattandosi a tutti gli effetti di una ratatouille, le cotture sono separate una ad una.

♥ Fette spesse di melanzana spolverate di farina integrale e fritte in olio di semi; a cubetti.
♥ Qualche patatina novella a dadini, sbollentata e passata in padella;
♥ Peperone rosso a striscioline soffritto;
♥ Una lattina di pomodorini da sugo rosolati con cipolla e una particella quantistica di aglio.

Tutto in forno a 200°. Grande piatto, grande contorno, una rottura unica la preparazione. Basilico e origano colti direttamente dal terrazzino.

D'ora in avanti siamo chiusi, per ferie e per spleen.

lunedì 25 maggio 2015

Melanzane al forno



Tagliate a fette spesse, incise e salate. Ricoperte di un trito al coltello di pomodorini, capperi, olive nere, pangrattato, prezzemolo e un minimo d'aglio. Ho inaugurato un eccellente olio di Puglia per la solenne occasione e ho servito con fettine di pollo avvolte intorno a una lingua di senape non diversa da un istmo di Corinto, scottate con semi di cumino, pepe in grani, un filo di panna e un bianco ghiacciato fruttato. Che bello quando il tuo hobby è mangiare.

domenica 24 maggio 2015

Carote in forno con pancetta




Sembra strano che io mangi carote, vero? Solo perché prima era giunta a casa una teglia di puri tortelli di zucca mantovani, burro e salvia.

Di fatto la ricetta è semplificata e non perderò tempo a citare le inutili lungaggini dell'originale. Si sappia solo che sono sbollentate, scolate, rotolate nel parmigiano grattugiato e avvolte amorevolmente a gruppetti in una foglia di pancetta.

Vi sembra ancora poco? Abbiamo terminato con dolcetti siciliani fragranti, freschi e contenenti il quantitativo complessivo di zucchero che negli ultimi due anni non ho messo nel caffè.

sabato 23 maggio 2015

Sardine arrostite al forno




La povertà di questo apparecchiamento. La bruttezza dei cani. La difficoltà a distinguere l'esatta forma delle sardine. Il fatto che ho dovuto telefonare a Mr. Wolf per ottenere dell'insalata.

(Arrostite a 220° cosparse di pangrattato, prezzemolo, origano, pepe, olio, succo di limone. Si mangia anche la pelle).

La sambuca liscia come anestetico. La voglia di preparare una torta. La pioggia. Cambiare foto profilo. Mercoledì si va a Torino e ancora non so a che ora è il treno.

venerdì 22 maggio 2015

Zucchine e pomodori all'acciuga




Adesso, «all'acciuga» mi sembra eccessivo, visto che secondo la Sig.ra D. ce ne va una ogni quattro persone. E anche perché ho del tutto dimenticato di aggiungere il quarto di filetto che mi sarebbe spettato, giacché sto cenando in solitudine. 

Quindi alla malaparata sbollentiamo queste zucchine, affettiamole e inforniamole (190°) con pomodorini affettati (salati, scolati, le solite) e una certa manciata di pangrattato, fiocchi di sale e parmigiano in cima. Pensavo sarebbe stato deludente e invece si sono fatte mangiare. Sul divano. Guardando un pezzo di quella roba immorale che è CSI e piangendo perché rivoglio i Simpson anche di sera.

mercoledì 20 maggio 2015

Insalata di riso, pompelmo e gamberetti




Perché il riso non è a fuoco e il bicchiere sì?

Ieri turno di riposo, oggi ricetta autoesplicativa. Ho rifatto la maionese e l'ho allungata molto con succo di limone. Il pompelmo rosa è tagliato a vivo e i gamberetti (veramente mazzancolle, se posso permettermi) sono stati sbollentati con due foglie di alloro.

Non so cosa dire. Posso forse negare che fosse buono? No. Ma è la classica cosa che preparerei e farei mangiare a qualcun altro (altro trip linguistico, con cui nemmeno concordo). Non sono in grado di spiegare meglio le mie idiosincrasie, soprattutto perché mi sto addormentando sui tasti, questo clima mi fa venir voglia di morire e ho finito le gocciole fondenti. 

lunedì 18 maggio 2015

Maionese




Mai fatta prima. Appena inizio, con l'ottimismo solito che mi contraddistingue, dico «secondo me questa storia che sarebbe difficile da fare è tutta una bufala». Come quando dicevo «scommetto che Cavarzere non è così cattivo». Difatti l'esame di latino è andato da dio e la maionese è venuta alla perfezione, impazzita ma ripigliata per i capelli. 

Ho capito cose da questa esperienza: ho usato un tuorlo veramente arancione, ma non si spiega comunque come faccia a riuscire quasi bianca ai dirigenti della Calvè. Poi, tende a disgregarsi se si aggiunge troppo olio tutto insieme. E infine: se la velocità va mantenuta costante, tanto vale mescolare lentamente sin dal principio. Io non vorrei mai distaccarmi dalla mia frusta d'acciaio, ma so che alcuni operano con una forchetta. Non ho da ridire, per il momento.

E ora me ne vado affanculo, che domani ho un regionale alle 07.01 e solo un grande amore poteva farmi puntare la sveglia prima dell'alba.

domenica 17 maggio 2015

Pomodori ripieni di tonno




Il vero trick è fare la maionese, per il resto tutto regolare. Tonno, capperi, olive nere e succo di limone. Ah no, c'è un secondo trick: svuotare i pomodori, salarli e lasciarli sgocciolare. Una cosa che riuscirebbe molto più facile se a casa il sale non fosse raro come l'oro, o come lo zucchero, che usa solo Maryka (un saluto a Maryka che assume il caffè solido).

Lo chiamano antipasto, ma per me è un pasto completo. Dipende molto da quanto siete porci di indole.


Baci&distruzione serale

sabato 16 maggio 2015

Budino al limone



Secondo tentativo e non ancora del tutto soddisfacente.
Mi esprimo: è una crema di uovo e succo di limone, leggermente legata con un cucchiaio di farina come crema pasticcera. Ecco, è una crema pasticcera con succo al posto del latte. Non c'è modo che la sformiate alla perfezione lasciandola solo raffreddare a temperatura ambiente o in frigo: rimarrà comunque spumosa.

Questo è il risultato dopo qualche ora di freezer e quindi smette di valere il titolo di budino.

Ma lo rifarò una terza volta, meglio, con più sapienza, e lo mangerò nell'intimità della mia stanzetta, e sarò più felice ancora.

venerdì 15 maggio 2015

Crostata di carciofi



Forse la cosa migliore che abbia cucinato finora.

Non posso essere precisa nel descrivere come si procede e la cosa un po' mi scoccia e un po' è ok. L'impasto ad esempio è un non-lievitato a base di acqua e farina, con un filo d'olio. Per questa tortina ho usato 125 gr. circa di farina, ma è del tutto impossibile dire a priori quanta acqua servirà. Mettetene solo poca alla volta, finché non siete convinti dell'elasticità.

Stesa sottilissima, vi si adagiano sopra i carciofi stufati e si colma ogni baratro e si livella ogni asperità con un composto fluido di uovo e pane zuppo di latte. Sopra è rivestito di un altro tetto di pasta, bucherellato con la forchetta.

40 minuti, 190°.

Sto perdendo la testa per dei budini al limone (che budini poi non sono) e sto continuando a sfornarli e a esserne insoddisfatta, come non gradisco tutte le d finali eufoniche e tutte le puntate di Lost che riguardano quella demente di Claire. Domani ne parliamo con più calma.

giovedì 14 maggio 2015

Uova con asparagi e prosciutto




Ma scentrala un attimo questa foto.

Sempre nome tautologico per un abbinamento che è classico ma così si presenta meglio del solito.
L'unico dubbio che mi perseguita è il forno a 250°: perché? Per zelo mi sono attenuta, ma sono rimasta perplessa. E che è, sò ova o dovemo coce a ceramica?

In fin dei conti sono solo 220° in più della temperatura delle vostre cucine.

Ps. il prosciutto l'ho tagliato con le forbici.

mercoledì 13 maggio 2015

Involtini di belga con carne e ricotta / Asparagi a mazzetto con pancetta e formaggio



Oggi doppio, ma non si poteva fare diversamente.
Le foglie di belga sono sbollentate e farcite di manzo e ricotta. Ogni buon ripieno si lega con un uovo e si spezia a discrezione (semi di cumino). Sono minuscole, non valgono l'acribia ma sono deliziose.

Secondo la Sig.ra D. invece gli asparagi andrebbero avvolti nelle sottilette, cosa a cui mi sono ribellata senza far trascorrere un secondo. Si tratta invece di lame sottili di un pecorino pepato di straordinaria fattura. Attorno con dolcezza una fettina di pancetta e un bel nodo scorsoio che vi impegnerà a lungo prima che possiate scioglierlo.

Foto spoglia, clima ingestibile, domande che martellano, umore tetro, pianificazione vacanze, un Volluto senza zucchero, tre frolline e addio.

martedì 12 maggio 2015

Crostata di crema e mele




Qui ritratta nell'atto di tradursi il Satyricon.

Basilare e piacevole, ma verrà anche il giorno della millefoglie, non temiamo. 
La solita frolla, la solita crema pasticcera, mele a fettine sottili cosparse di zucchero. 


A seguire alcune postille:

«La solita frolla»
♥ 300 gr. di farina
♥ 2 uova
♥ 150 gr. di burro
♥ 50 gr. di zucchero
Molto all'incirca. Ho forse la faccia di una che pesa gli ingredienti?

«La solita crema pasticcera»
 Cerchiamo di non fare i pignoli, i volumi non cambiano tanto. Ti sei fatto un'idea di quanta crema ti servirà? Metti tanto latte quanto ti pare basti. Inizia sbattendo le uova (2 o 3, fai a spanne) con lo zucchero (io ne metto poco, circa 50 gr., ma fai a tuo gusto) e qualche cucchiaio di farina. 
Metti sul fuoco e comincia a versare il latte continuando a sbattere con una frusta, meglio se di metallo. A un certo punto si addenserà e griderai al miracolo. 
Non far bollire la crema come se dovessi buttarci un kg di penne rigate dentro, basta qualche bollicina. Ti sembra poca, stai iniziando ad agitarti? Aggiungi latte e mescola. 
Nessuno ti vieta ti allungare con cognac, brandy, vaniglia, scorza di limone e quant'altro ti venga in mente. 
Dai che è facile.

lunedì 11 maggio 2015

Crema di erbette



Potete restare sul generico, e annoverare diversi tipi di erbette. Oppure potete fare schifo e comprare un kg di spinaci e lavarvene le mani.
Precisamente quanto accaduto in quel di Desenzano del Garda, come si evince dalla location marmorea. Basta, è sempre la stessa storia. Si cuoce, si frulla, si aggiunge una patatina lessa per rendere cremoso, si tostano i crostini, si gratta il parmigiano, si abbonda di pepe.

Da sorbire con un senso di sdegno e superiorità morale.

domenica 10 maggio 2015

Minestra di riso, piselli e asparagi



«Riso» sto cazzo. Ditalini, per la precisione.
Non mangerei tante di queste creme se il mio dentista non mi avesse prima spaccato e poi ricostruito un dente. E anche se non volessi poi mangiare trentasei frolline con il caffè.

Ad ogni modo, abbiamo asparagi (⅔ bianchi, ⅓ verdi) e piselli lessati nel brodo, come al solito qualche cucchiaio di latte, origano in un piatto, pepe rosa nell'altro. Guarnite a piacere con striscioline di prosciutto crudo, spezie e olio extravergine e sentitevi a ragione Pollock mentre lo fate. 

Per chiudere alla Gazzetta dello Sport direi: ½, fibrosa.

sabato 9 maggio 2015

Barchette di zucchine al formaggio



E i due uccellini dal cranio forato guardano e si chiedono: «ma che cazzo...».

Infatti. Sono zucchine ripiene di zucchina. Grattata, passata in padella, persino salata. Ricoperte da una una spolverata di grana. Veramente, mai sentita una ricetta più pretenziosa. 
In ogni caso questo è il giusto destino quando una zucchina arriva al punto di non poter servire in altro modo la sua patria. 

Mangiamocele e basta, va'.

venerdì 8 maggio 2015

Salsa di asparagi



Tutto codesto allestimento per presentare una salsa che non ha niente di particolare da dirci.
Asparagi verdi spezzati con le mani, coperti di brodo fino a divenire impalpabili. Se al posto della maizena aggiungerete una cucchiaiata di fecola avrete le vostre belle sezioni avvolte in una gelatina dall'aspetto alieno.

Per completezza, l'insalata consta di radicchio di Verona mondato, rucola, uva passa, olive nere, pomodorini e liste di petto di pollo scottato.



E sì, stavo ascoltando A certain romance prima di cena, forse l'unica cosa possibile da fare mentre si va alla deriva.

giovedì 7 maggio 2015

Gnocchi deliziosi



Il coniglietto carino osserva l'accaduto.
Dunque.

Io non so che patate usa la Sig.ra Curatrice del Sacro Testo, ma le sue dosi non funzionano.
500 gr. di patate, ok. 100 gr. di farina, no.
Il finimondo. C'era farina in ogni angolo della mia persona, dagli shorts tropical alla maglietta dei Beatles. C'era farina sulle mensole, sul pavimento, sul robottino lava-pavimenti.
Ce n'era ovunque tranne nell'impasto, a sufficienza. La materia più appiccicosa che abbia mai maneggiato.

Ciò detto, ci sono almeno altre dieci ricette che prevedono la creazione di gnocchi, faccio in tempo a prendere un master in materia.

Creata la susseguente quantità di tronchetti tutti diversi l'uno dall'altro - e per sfinimento anche palline


- considerato lo stato complessivo della mia dimora (si legga il §2), l'incanutimento del mio corpo e la spossatezza, ho valutato che la classica fossetta che si ottiene «passandoli uno alla volta sul retro di una grattugia infarinata con un movimento dal basso verso l'alto del pollice» (cit.) l'Autrice poteva praticarsela personalmente in luoghi a piacere.

Conditi con una béchamelle leggera (clicca qui per un trip linguistico) approntata con aromi freschi, non più di un paio di cucchiai di panna, latte, farina setacciata, cubetti di gruviera. 

Da rititolare: Gnocchi demoniaci.

mercoledì 6 maggio 2015

Passato di pomodoro



Ovvero: per penitenza mangiarsi una terrina intera di sugo per la pasta.

Così è, amici temerari. Pelati rosolati in padella con origano fresco e peperoncino (io ho ecceduto come al solito), corretti in acidità con zucchero integrale di canna, un cucchiaio di latte e uno di panna. Si presuppone sia una minestra di riso, cioè una pietanza ctonia, generata dalle spaccature sulfuree della landa di Mordor, figlia di Bafometto, latrice di dolore.

Pertanto al posto del Carnaroli ho incorporato un pugno di farro, ammorbidito a parte in lunga cottura nel brodo di carne.

La sensazione di smarrimento è normale. La mangi (deliziosa), ma ti chiedi dove siano finiti gli onesti 350 gr. di bucatini su cui ardiresti versarla.

martedì 5 maggio 2015

Torta quattrova



Ma la vorrei chiamare «Torta spaccacuore per pomeriggi difficili».

Partiamo con la prima inculata: l'istinto ti dice quattro uova e vai sul sicuro, invece l'Autrice ti dice che devi arrivare circa a 200 gr. Aggiunge anche che le devi pesare senza guscio, che simpatica.

Seconda inculata: siate bravi e setacciate i 170 gr. di farina e i 50 di fecola DOPO aver approntato la quantità esatta. O vi verrà il gomito del tennista a spostare l'ago della bilancia a colpi di un grammo.

Dimezzati burro e zucchero: entrambi 200 gr. per quella cicciona dell'Autrice, per me forse anche meno di 100.

Scorza di limone, vanillina, lievito e si fa tutto come al solito. 180°, calore da sopra e da sotto, una mezzora.

Accompagno con una crema di fragole e panna aromatizzata con il fedele Jack. Non ho idea del perché ma ho ottenuto involontariamente l'aroma esatto delle caramelle alla fragola!
Me stringo la mano da sola.

lunedì 4 maggio 2015

Polpette alla menta



Con grande pezzo di design.

Si proceda all'acquisto di vitellino macinato. Lo si impasti con pepe nero, un uovo, pane ammorbidito nel latte, noce moscata e un gran numero di foglie di menta appena colte. Se le polpettine risultano umide possono essere immediatamente panate in ciò che desiderate (io desideravo semi di sesamo) senza passaggi intermedi.

La cottura deve essere accorta, come solo una casalinga degli anni '80 potrebbe insegnarci. Distraetevi un istante a guardare il finale di stagione di Lost e la vostra adorata panatura giacerà in quiete aeterna sul fondo del tegame.

Oppure potete friggerle, ma per un istante vi balenerà davanti agli occhi l'immagine del mio viso colmo di disappunto.

<3

domenica 3 maggio 2015

Sgombri farciti



Io credo che qualcuno (l'autrice) avrebbe dovuto avvisarmi che questi sgombri bastardi non sarebbero mai rimasti elegantemente richiusi in cottura.
La situazione è come sempre spinosa: io vestita di raso che cerco di strappare la spina dorsale a questi due con un coltello di ceramica. Devo smetterla una volta per tutte con l'hybris e iniziare a informarmi prima di fare cose.

Comunque: ripieni di pane ammorbidito nel latte, uvetta (licenza mia), cipolla rosolata, aromi, qualche filetto d'acciuga finemente tritato (tutto al coltello, qua siamo sprovvisti di cose elettriche). Un filo d'olio e ora scusate, io e gli sgombri vogliamo restare da soli un momento.



[collana commemorativa]

sabato 2 maggio 2015

Salsa dijonnaise



Lo so, non si può dire che una salsa sia un piatto, ma per creare un'atmosfera di maggior nobiltà mi sono avvalsa di un manufatto d'argento. 

Ora, vi prego, per fare questa dijonnaise servono due tuorli sodi. Per favore, buttate in acqua queste due benedette uova come al solito. Non fate come me, non complicatevi le cose. Non voglio neanche spiegarvi come ho acidulato l'acqua bollente, creato un vortice e gettato i due tuorli a rassodarsi. Non vale assolutamente la pena, solo perché vi scoccia sgusciare, scottarvi, imprecare e via discorrendo. Veramente.

Ottenuti i tuorli, sono da triturare finemente con una forchetta assieme a senape, sale e olio. La mia salsa è verde perché ho usato la moutarde Malle poivre vert e un sale speziato. 
La spacciano come condimento da insalate ma io non vedo prescrizioni di sorta. 
E così possiamo dire che anche oggi me la sono cavata con una gran paraculata.

Love
F.



venerdì 1 maggio 2015

Risotto con punte di asparagi



E pure con i gambi, a essere precisi.

Fantastico e basilare, con il brodo di coniglio che millantavo ieri e gli asparagi rosolati a parte. Una gran spolverata di pepe rosa e noce moscata, philadelphia per la mantecatura al posto dei soliti 100 gr. di burro di malga della Sig.ra D.

Dopo un certo tot di piatti ancora non demordo, il Progetto Editoriale è ben saldo nella mia routine.

Oggi sarebbe pure la festa dei lavoratori, ma io non faccio un cazzo sempre quindi auguri solo a voi.
Bacioni, domani vi arreco tedio con un contorno <3