martedì 5 maggio 2015

Torta quattrova



Ma la vorrei chiamare «Torta spaccacuore per pomeriggi difficili».

Partiamo con la prima inculata: l'istinto ti dice quattro uova e vai sul sicuro, invece l'Autrice ti dice che devi arrivare circa a 200 gr. Aggiunge anche che le devi pesare senza guscio, che simpatica.

Seconda inculata: siate bravi e setacciate i 170 gr. di farina e i 50 di fecola DOPO aver approntato la quantità esatta. O vi verrà il gomito del tennista a spostare l'ago della bilancia a colpi di un grammo.

Dimezzati burro e zucchero: entrambi 200 gr. per quella cicciona dell'Autrice, per me forse anche meno di 100.

Scorza di limone, vanillina, lievito e si fa tutto come al solito. 180°, calore da sopra e da sotto, una mezzora.

Accompagno con una crema di fragole e panna aromatizzata con il fedele Jack. Non ho idea del perché ma ho ottenuto involontariamente l'aroma esatto delle caramelle alla fragola!
Me stringo la mano da sola.

2 commenti:

  1. Mi sento di consigliarla anche per vari "assortimenti" ... nel senso di momenti in cui sei assorto (:-)). Adatta per ogni imbambolamento perché quella salsina è una scarica di adrenalina ...!

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  2. Secondo me ce la mangiamo quando siamo tristi, quando siamo felici e quando siamo medi (cit.)

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